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Il naggio del mese
Pescato con le mani nel sacco...o meglio,con le mani in tasca! Nell’estremo, disperato tentativo di difendere la prova dei trasferimenti di denaro in Svizzera. E nell’ancora più disperato e vano tentativo di riportarli in Italia senza lasciare tracce. Risultato? Centonovantuno verbali di sequestro di documentazione bancaria, che hanno consentito di accertare una disponibilità di denaro all’estero di 12 milioni di euro, sottratti al Fisco e adeguatamente sistemati per anni nei forzieri del Canton Ticino. Ma che cosa è accaduto esattamente? Semplice: il "piccolo e medio cummenda" è stato pizzicato perché, pur non avendo in tasca il becco di un quattrino, teneva invece nel portafoglio la ricevuta della banca svizzera di sua fiducia, che attestava il trasferimento "a ritroso" dei denari (portati a suo tempo illecitamente oltre confine), nuovamente su un conto corrente di una banca italiana. Un po’ come tenersi in tasca la carta della merendina appena rubata al supermercato. Comments (6)
Dott. Paolo Bitta
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